martedì 8 gennaio 2013

DECRETO BALDUZZI


Entra in vigore il decreto legge Balduzzi. Per chi vende prodotti vietati ai minori sono previste multe fino a 2.000 euro. D’ora in poi poi per acquistare sigarette e bevande alcoliche sarà necessario esibire la carta d’identità. È questa una delle misure a più largo effetto contenute nel decreto legge Sanità predisposto dal ministro della Salute Renato Balduzzi, pubblicato a novembre sulla gazzetta ufficiale ed entrato in vigore con l’inizio del nuovo anno.
Molti esercenti hanno esposto cartelli sulle vetrine o all’interno dei locali che spiegano il nuovo divieto che ha alzato ai 18 anni il limite rispetto ai 16 anni previsti finora.
Sempre nel decreto Balduzzi è presente una vistosa stretta sul gioco d’azzardo, con un’attenzione particolare sui minori. Pur non essendo alla fine entrata in vigore la proposta di stabilire una distanza minima dei videopoker di 500 metri da istituti scolastici, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, sono diverse le misure atte a contrastare il gioco patologico.

lunedì 7 gennaio 2013

LSD - ACIDO - TRIP - CARTONE


L’LSD (dietilamide dell’acido lisergico) venne sintetizzato per la prima volta nel 1938 nei Laboratori della farmaceutica Sandoz da Albert Hoffman. Hoffman stava effettuando ricerche sulla segale cornuta (un fungo) nel tentativo di ricavare sostanze utilizzabili come farmaci.
Nel 1943 Hoffman toccò casualmente pochi microgrammi di LSD-25 (da lui chiamato LSD-25 perché proveniente dal campione numero 25) a mani nude. La sostanza etrò in circolo penetrando attraverso la pelle e causando effetti allucinogeni.
L’LSD è la droga più violenta e pericolosa. Non è semplice capire cos’è, se una persona ne ha fatto uso ed i danni causati. 
L’LSD viene utilizzato come droga allucinogena dagli anni 60. Inizialmente viene venduto in forma liquida. Ciò consentiva a molti di diluire le dosi limitandone i rischi e gli effetti. Similmente permetteva ad altri di abusarne eccessivamente. 
Capiamo quanto è semplice errare nel dosaggio. Una dose di LSD spazia dai 25 e 250 micogrammi. Per rendere più chiaro il tutto partiamo dall’idea che una goccia d’acqua pesa 0,04 Grammi. Ipotizzando che una goccia di LSD pesi tanto quanto una goccia d’acqua, per avere una dose minima di LSD dobbiamo suddividere una goccia d’acqua in 16 parti. Per avere una dose massima arriviamo a poco più di mezza goccia. Però stiamo parlando di LSD puro senza prendere in considerazione che il produttore/spacciatore ha già diluito il tutto. 
Verso la fine degli anni 70 inizio 80, ci si è resi conto che soltanto un chimico esperto poteva gestire LSD liquida pertanto i produttori/spacciatori hanno iniziato a preparare dosi già pronte e l’LSD si presentava sotto forma piccoli pezzetti di carta imbevuti oppure micropunte in gelatina. Le micropunte in gelatina erano piccole palline come la sfera della penna, quadratini colorati o piccoli cubi racchiusi in gelatina ovvero come due fogli di nastro adesivo trasparente che racchiudevano all’interno la pallina. Una volta ingerita la sostanza, la gelatina si scioglieva ed untrava in circolo l’acido. 
Anche qui gli effetti duravano a secondo del dosaggio scelto dal produttore. Alcuni giovani, temendone i frequenti danni celebrali, dividevano in due o quattro parti una dose ritagliando il foglio di carta o con una lametta la micropunta così da limitarne il dosaggio.
Negli anni 90 l’LSD sembrava sparito. O meglio, alcuni giovani dicevano di averne assunto ma quando parlavano degli effetti era evidente che non si trattava di LSD. Parlavano di due ore con distorsioni delle percezioni (muri che si muovevano e simili). L’LSD causa vere e proprie allucinazioni e dura molto più a lungo. 
All’inizio del 2000 l’LSD è tornato. Sono in pochi a farne uso. Alcuni lo fanno in modo limitato anche se gli imprevedibili ed incontrollabili danni celebrali ed incidenti a cui chi ne fa uso viene esposto vanno al di la di ogni possibile precauzione.
La cosa peggiore dell’LSD è proprio la manipolazione dei dosaggi in fase di preparazione. Ad oggi è commercializzato solo imbevuto in pezzetti di carta. In gergo vengono chiamati “cartoni”. La preparazione delle dosi prevede l’utilizzo di un contagocce così da far “cadere” sul pezzetto di carta una o due gocce di acido a seconda di quanto è stato diluito.  Una manipolazioni inesperta o incurante darà come risultato dosaggi errati per difetto o per eccesso e ciò può elevare la possibilità di incidenti, danni celebrali irreversibili e decessi.
Insomma, quando uno si fa una canna sà cosa ci mette dentro ed anche se ne mette un poco di più... Con l’LSD prendi un pezzo di carta preparato da altri. Cosa contine? Quanto? Se mentre cadeva la goccia, un tremore della mano ne ha fatta cadere una in più? Se è la tua prima volta e quello contiene 250 microgrammi? Vale la pena di rischiare?

domenica 6 gennaio 2013

PINK FLOYD - LSD


Più volte, parlando di droghe ed in particolare di LSD, alcune persone ricordano i Pink Floyd come una band che ha abusato per diversi anni di LSD. Si dice che la band identifica, negli effetti dell’acido lisergico, la Musa ispiratrice dei loro brani psichedelici.
I Pink Floyd si sono formati a Londra nel 1965, quando Syd Barrett si unisce ad una band di studenti.
È Barrett l’amante degli effetti allucinogeni dell’LSD. La carriera di Barret con la nota band dura meno di 3 anni, dal 65 al 68.
In quegli anni i brani portano quasi tutti la firma di Barrett, voce solista della band, già identificato come la mente geniale e folle del gruppo. Già nel 67 Barrett appare sempre meno lucido ed affidabile. Anche il suo apporto creativo diminuisce: i singoli “Apples and Oranges” e “It Would Be So Nice” non replicano i successi precedenti e i suoi scostanti atteggiamenti cominciano a minare l'attività del gruppo. Alcuni plateali episodi entrati nella leggenda testimoniano tristemente una labilità psichica preoccupante che fa smarrire ogni appiglio col mondo reale. A causa della sua progressiva incapacità di sostenere qualunque apparizione pubblica (concerti, interviste, apparizioni televisive), viene gradualmente sostituito da David Gilmour. Le precarie condizioni psichiche causate dall’abuso di LSD lo portano a un autoisolamento e a un rapido e inesorabile allontanamento dalle scene musicali. Infatti dal 68 in poi incide soltanto due albun da solista mai considerati degni della sua fama.
I brani che hanno reso i Pink Floyd famosi sul mercato internazionale vengono realizzato negli anni successivi l’uscita di Barrett. Per citarne alcuni: The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e The Wall. Non hanno nulla a che vedere con l’abuso di LSD! A parte alcuni video clip realizzati con immagini psichedeliche che richiamano il mondo immaginario generato dagli effetti allucinogeni dell’LSD.
Se fosse per l’LSD i Pink Floyd avrebbero fatto la fine di Barret. Altro che Musa ispiratrice.

venerdì 4 gennaio 2013

PREVENZIONE DROGHE MIUR


Attivare una prevenzione precoce contro l'uso di sostanze, l'abuso alcolico e il gioco d'azzardo nella popolazione studentesca. Questo uno dei principi fondamentali dell'accordo siglato tra il ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e il Dipartimento politiche antidroga, che mira a definire e condividere i concetti di base per poter realizzare strategie e interventi di prevenzione finalizzati a evitare l'inizio dell'uso di sostanze stupefacenti e l'abuso alcolico o poterne ritardare l'inizio proprio nella popolazione giovanile.
Anche il consumo occasionale - sottolinea una nota - risulta estremamente pericoloso. Proprio per questo il Dpa mettera' a disposizione delle scuole videoconferenze con esperti nel campo delle dipendenze e delle neuroscienze, utilizzabili come materiale didattico, nonché kit informativi e didattici per un aggiornamento continuo dei docenti sul tema. Il Miur dal canto suo provvederà a promuovere, supportare, diffondere e favorire la diffusione nel mondo della scuola dei progetti educativi elaborati in collaborazione con il Dpa. 
"Questo importante accordo - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dpa - ci permettera' grazie alla preziosa collaborazione del Miur e di tutte le scuole italiane, di sviluppare e approfondire con tutti gli studenti delle tematiche importanti come quelle che riguardano il consumo di droga, l'alcol e anche il gioco d'azzardo patologico, ma soprattutto incrementare gli interventi coordinati di prevenzione dell'uso di sostanze soprattutto nei giovani. Riteniamo infatti che poter disporre di opzioni e misure di prevenzione dall'offerta di droghe sia un diritto umano da assicurare alle giovani generazioni'.
Per sviluppare della prevenzione droghe ed alcol efficace: info@prevenzionedroghe.org saremo a completa disposizione per eventuali informazioni.

giovedì 3 gennaio 2013

CANNABIS IN USA


Dopo Colorado e Washington, altri sette Stati americani potrebbero legalizzare la cannabis per uso “ricreativo”. È quanto afferma l'editorialista politico Tim Dickinson sulle pagine della rivista Rolling Stone.
Dickinson ha sottolineato i risultati di un sondaggio, secondo cui il 58% degli americani è favorevole alla liberalizzazione della marijuana. Dickinson ha anche ricordato le dichiarazioni pro-cannabis dell'ex-presidente Democratico Jimmy Carter del 12 dicembre.
Nell'elenco degli Stati prossimi alla liberalizzazione, il giornalista ha messo al primo posto altri due Stati dell'ovest, Oregon e California. Nel primo caso, dove il referendum di novembre non è passato, lo Stato potrebbe cambiare idea per la prossimità con lo Stato di Washington.
La California, primo Stato a legalizzare nel 1996 la cannabis per scopi terapeutici (norma oggi in vigore in 20 Stati), ne ha già depenalizzato il possesso, ora punibile con una multa di 100 dollari.
Tra gli altri Stati, Dickinson ha menzionato il Nevada, dove la città di Las Vegas “in materia di scommesse e prostituzione ha sempre legalizzato quanto proibito altrove”, tre Stati del New England (Rhode Island, Maine, Vermont) e l'Alaska. In quest'ultimo caso il possesso della cannabis è legale dal 1975. Inizialmente nello Stato più a nord degli Usa si potevano detenere fino a 113 grammi, ma dopo una sentenza del 2006 il limite è stato ridotto a circa 28 grammi.

giovedì 27 dicembre 2012

MAHATMA GANDHI


Gli uomini che aspirano ad essere liberi, difficilmente possono pensare di rendere schiavi gli altri.
Gandhi

sabato 22 dicembre 2012

STUPEFATTO ITINERARIA

Commento di una studentessa che ha partecipato allo Spettacolo Teatrale della compagnia Itineraria:


La settimana scorsa ho avuto lʼoccasione di assistere allo spettacolo teatrale Stupefatto, messo in scena dalla compagnia teatrale Itineraria, al fine di sensibilizzare i giovani al tema della droga. Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Enrico Comi, ex tossicodipendente ora esperto in prevenzione dell'uso delle droghe, lo spettacolo ha  affrontato lʼargomento molto complesso con estrema semplicità, arrivando in modo diretto agli spettatori. é stata narrata la storia di un ragazzo, Rico, che quasi per gioco ha iniziato a fare uso di droghe. Prima con le canne, pensando che non facessero poi così male, poi con le droghe più pesanti, si è distrutto giorno dopo giorno la vita. Lui credeva di essere in grado di riuscire a smettere quando più lo desiderava. Ma, entrato ormai in un circolo vizioso, Rico non è più riuscito a riprendersi. Si drogava sempre più e sempre più spesso. Non riusciva a farne più a meno, non resisteva neppure un giorno senza. Voleva esplorare i confini della realtà, voleva arrivare dove allʼuomo non è concesso, voleva provare a vivere in una dimensione ultraterrena, dove tutto è permesso e tutto è concesso. 
Purtroppo però ogni azione porta con sé una conseguenza. E se un secondo sei leggero e spensierato, quello dopo potresti non riuscire a svegliarti, e rimanere in quella dimensione  tanto bella quanto fatale per sempre. Rico è andato in coma più volte e nonostante il grande rischio di morire, non è riuscito a smettere. La dipendenza è stata troppo forte ed 
una volta cascato nella trappola è quasi impossibile liberarsi. 
La droga distrugge: rende deboli e irriconoscibili. Può essere bello inizialmente: i problemi scompaiono e le preoccupazioni svaniscono. La realtà però rimane la stessa, le difficoltà vanno affrontate e superate. 
Il monologo dellʼattore mi ha lasciato un segno. La grande carica emotiva delle parole ha scaturito dentro di me un rifiuto totale verso le droghe. Nonostante sia risaputo che lʼuso di stupefacenti sia gravemente dannoso, non mi ero mai soffermata così tanto a pensare a quali rischi potesse procurare veramente. Lʼesperienza diretta e veritiera di questo 
ragazzo, salvatosi dal tunnel nero nel quale si era perso grazie anche allʼaiuto della famiglia, mi ha fatto riflettere su quanto alle volte possiamo essere superficiali. Rico non era un cattivo ragazzo, inizialmente non sapeva neppure cosa fossero le droghe. Tutto è iniziato come un gioco tra amici in una pineta. Poi ha iniziato a prenderci la mano e a divertirsi sempre di più, incoscienti dei problemi che questo gioco così divertente avrebbe causato loro. La droga gli ha rovinato la vita, togliendogli amore e rispetto. Tutto in lui era cambiato ma Rico non si era mai guardato veramente allo specchio chiedendosi chi fosse diventato fino al giorno in cui finalmente trovò la forza di andare avanti, superare questo 
grande ostacolo ed uscire da quella mostruosa dipendenza che lo stava portando alla morte. 
Ringrazio quindi la compagnia Itineraria per aver messo in scena uno spettacolo a parer mio molto riuscito. Il tema difficile e pesante è stato trattato con molta naturalezza, quasi da far credere che ci potesse essere un Rico in ognuno di noi. In unʼora e mezza sono stati distrutti tutti quei cliché che si sentono ormai troppo spesso “smetto quando voglio”, 
“una canna non fa male”, “se provi una volta non succede nulla”... Voglio così concludere con una citazione che forse più rappresenta il messaggio che si desiderava trasmettere ai giovani spettatori. 

“Comprare droga è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di 
questo biglietto è la vita.” 
Jim Morrison

domenica 16 dicembre 2012

CURE DIPENDENZE


I farmaci sostitutivi sono quelli utilizzati per “aiutare” la persona affetta da dipendenza nel suo arduo tentativo di ricostruirsi una vita. 
Credere che esista una sostanza o pastiglia che possa far smettere di usare droghe è di per sè fantascienza. 
Non esisterà MAI la pastiglia per smettere si fumare, bere, drogarsi, giocare d’azzardo ecc... Non esisterà mai perché usare droghe è un problema decisionale non fisico. Spirituale, non materiale!
Possono soltanto “aiutare” la persona che usa droghe nella delicata fase della crisi d’astinenza che dura qualche giorno.
Queste cure farmacologiche, se protratte nel tempo, possono confondere mentalmente la persona a tal punto che non è più da considerarsi un essere umano capace di intendere e volere. In stato vegetativo si arriva a non essere più in grado di affrontare la vita e nemmeno a procurarsi droghe.
Esistono casi che hanno smesso con farmaci sostitutivi ma sono pochissimi. Molti smettono con la droga attraverso i farmaci per approdare all’alcool o rimanere dipendenti a vita dai farmaci stessi. Quei rarissimi casi che smettono veramente utilizzando farmaci sostitutivi, secondo me, erano così motivati nella loro decisione di smettere che, se seguiti correttamente, avevano le medesime possibilità di riuscita (se non maggiori) senza usifruire del farmaco stesso.
I farmaci sostitutivi servono solo a riempire di denaro le tasche delle già ricchissime farmaceutiche produttrici.

domenica 9 dicembre 2012

IBOGA


La Tabernanthe Iboga è una pianta dell’Africa occidentale. L’Iboga ha avuto per generazioni un ruolo centrale nella religione Bwiti dell’Africa centro-occidentale. I Bwiti utilizzano la corteccia della radice per vari propositi compreso lo sviluppo spirituale, il rito di passaggio all’età adulta, cerimonie di guarigione e iniziazione. 
L’Ibogaina è il composto pscicoattivo naturale contenuto nell’Iboga. 
Negli studi scientifici e nei rapporti diffusi si riporta l’efficacia dell’ibogaina nell’interruzione delle dipendenze. Produce l’effetto di ridurre il desiderio di far uso di droghe per un periodo di tempo variabile solitamente da due o tre giorni a qualche settimana. 
I “pazienti sottoposti a queste cure, provano per diverse ore profonde allucinazioni, visioni sciamaniche o ricadono profondamente nel loro passato rivivendo emozionalmente e visivamente il proprio vissuto.
Stiamo parlando di una sostanza sperimentata più volte negli anni 90. Sono stati evidenziati casi di decessi improvvisi. La farmacologia attribuisce questi decessi ad altri fattori come ad esempio insufficenze cardiache. La farmaceutica attibuisce SEMPRE i decessi in fase sperimentale a cause esterne.  A volte non solo in fase sperimentale. È il modo migliore per dare ad altri le colpe dei propri crimini. Somministravano un potente stimolante ed allucinogeno e non si assicuravano che la cavia umana non avesse precedenti insufficenze cardiache? Ti radierei a vita dall’albo medico!
L’Ibogaina è inserito nelle tabelle delle sostanze illecite in varie parti del mondo. Per poter essere brevettato ed utilizzato dalle industrie farmaceutiche deve essere anche introdotto nelle tabelle che autorizzano l’elenco delle sostanze psicoattive sempre illegali a scopi ricreativi ma consentiti per uso farmacologico.
NON SOTTOPONETEVI O RIFIUTATEVI DI FAR SOMMINISTRARE QUESTE SOSTANZE AI PROPRI CARI. Come extossicodipendente comprendo le problematiche derivanti da una dipendenza. Però credere che esista una sostanza o pastiglia che possa far smettere di usare droghe è di per sè fantascenza. Non esisterà MAI la pastiglia per smettere si fumare, bere, drogarsi, giocare d’azzardo ecc... Non esisterà mai perché usare droghe è un problema decisionale non fisico. Spirituale, non materiale!
L’unica cosa che possono fare le cure pagliative è arrivare a confendere mentalmente la persona a tal punto che non è più da considerarsi un essere umano capace di intendere e volere. In stato vegetativo si arriva a non essere più in grado di affrontare la vita e nemmeno a procurarsi droghe.
Esistono casi che hanno smesso con farmaci sostitutivi ma sono pochi. Molti smettono con la droga attraverso i farmaci per approdare all’alcool. Quei rarissimi casi che smettono veramente utilizzando farmaci sostitutivi, secondo me, erano così motivati nella loro decisione di smettere che avrebbero smesso benissimo in qualsiasi comunità o comunque seguiti correttamente.
I farmaci sostitutivi servono solo a riempire le casse delle già ricchissime farmaceutiche produttrici.

LUIGI PIRANDELLO

Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. 
E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente. 
Luigi Pirandello