domenica 11 novembre 2012

QUISTELLO DROGA

Speciale serata a Quistello dedicata alla prevenzione droghe e alcool. La serata è inserita in un progetto che coinvolge diversi scuole e comuni del mantovano. Infatti, grazie all'impegno di amministratori comunali, genitori ed insegnati si è giuti alla seconda edizione della Settimana della Prevenzione Droghe e Alcol.
Per maggiori informazioni siete tutti invitati a Quistello.

SPINELLI - OCCHI ROSSI www.enricocomi.com


Gli occhi arrossati sono indubbiamente uno dei sintomi che possono evidenziare un abuso di cannabis. Non può essere utilizzato come unico metodo per riconosce un consumatore di cannabis dato che:
1° Se chi ne abusa sa di essere controllato potrebbe utilizzare un comune collirio per eliminare il rossore.
2° Gli occhi potrebbero essere arrossati a causa di una congiuntivite o altro. Pertanto, si potrebbe accusare qualcuno ingiustamente.
Se vuoi maggiori informazioni per riconoscere un consumatore di cannabis CLICCA QUI oppure, meglio ancora, visita il sito web: www.enricocomi.com

DIPENDENZA DA CANNABIS

Una notizia raccapricciante che non necessita di alcun commento.

SAN CASCIANO DROGHE

Serata dedicata alla prevenzione droghe e alcol a San Casciano FI.

CASALMORO DROGHE

Serata dedicata alla prevenzione droghe e alcool. L'iniziativa è inserita nella settimana mantovana della prevenzione. Iniziativa nata e coordinata da genitori ed insegnanti.

lunedì 5 novembre 2012

REFERENDUM LEGALIZZAZIONE


Domani, martedi’ 6 novembre in alcuni stati USA, oltre alle elezioni presidenziali, gli elettori si esprimeranno in merito a quattro referendum: 
MATRIMONI GAY. Maine, Maryland e Washington.
MARIJUANA. Colorado, Oregon e Washington si esprimeranno sulla legalizzazione ad uso ricreativo e tre per un utilizzo medico: Massachusetts, Montana e Arkansas.
ABORTO. In Florida i cittadini saranno chiamati a esprimersi su un emendamento che mette al bando l’uso di finanziamenti pubblici per pagare l’aborto o una copertura sanitaria che includa l’aborto. Non sara’ applicato in caso di stupro, incesto o se la vita della madre e’ in pericolo.
PRESERVATIVI. Los Angeles County, patria della cinema a luci rosse, chiama i cittadini a pronunciarsi sulla obbligatorietà dei preservativi nei film porno.

domenica 4 novembre 2012

RICONOSCERE USO DI SPINELLI

Gli occhi arrossati sono indubbiamente uno dei sintomi che possono evidenziare un abuso di cannabis. Non può essere utilizzato come unico metodo per riconosce un consumatore di cannabis dato che:
1° Se chi ne abusa sa di essere controllato potrebbe utilizzare un comune collirio per eliminare il rossore.
2° Gli occhi potrebbero essere arrossati a causa di una congiuntivite o altro. Pertanto, si potrebbe accusare qualcuno ingiustamente.
Se vuoi maggiori informazioni per riconoscere un consumatore di cannabis CLICCA QUI

venerdì 2 novembre 2012

RAVE CUSAGO


C’è un rave in una ex Standa alle porte di Milano. La polizia lo va a sgomberare e una ragazza di 22 anni finisce in coma farmacologico all’ospedale senza aver assunto sostanze. Un bel controsenso per chi aveva guidato la spedizione in nome della difesa della salute di chi partecipava alla festa abusiva. Perché il blitz della polizia è stato ordinato da un dipartimento della presidenza del consiglio, il dipartimento politiche antidroga.
Luigi Savina, questore a Milano, stamattina ha fornito una ricostruzione dei fatti elogiando i suoi uomini e rammaricandosi per l’effetto collaterale. La ragazza, verso le 21.30 di ieri, ha chiesto soccorso ad una delle ambulanze che si trovavano fuori dal capannone temporaneamente occupato dai ravers. In un primo momento ha lamentato una forte nausea ed è stata trasportata in codice giallo al San Carlo di Milano. Verso mezzanotte, però, la giovane ha accusato una sonnolenza anomala che ha allarmato i medici che subito hanno disposto una tac. L’accertamento ha evidenziato una emoragia cerebrale e la giovane è stata operata immediatamente. Con ogni probabilità il versamento è collegato alla caduta della ragazza che, mentre si fuggiva dall’assalto della polizia è inciampata e ha battuto la testa su un calcinaccio. La prognosi è ancora riservata.
La Questura di Milano è stata allertata dal dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio angosciato per la sorte di una serata che poteva degenerare per consumo di alcool e di droga. Doveva essere un servizio preventivo. Tra venerdì e ieri sera, la polizia s’è attivata per evitare che il party si svolgesse prima in un’area industriale dismessa del milanese, poi a Limbiate, in provincia di Monza e Brianza. Alla fine il rave si è concentrato a Cusago.
Il report di Hazard Unitz crew, la “ciurma” che ha promosso la festa rave, racconta una storia diversa. Alle 11 di sabato è stata creata la Taz (Temporary Autonomous Zone) in un capannone completamente isolato, per non dare nell’occhio e non rompere i timpani ai residenti. Due ore dopo una pattuglia di vigilantes chiama la polizia.
Alle 14 arriva la digos di Milano, accompagnata dalla celere. “Prendiamo accordi con un funzionario che, comunicando col questore, ci da l’ok per far proseguire il party fino a domenica». Tutto ciò perché il proprietario non aveva intenzione di sporgere denuncia. Qualcuno avrebbe fatto pressione su di lui, probabilmente minacciandolo di ritorsioni, perché – senza la denuncia – la polizia non avrebbe avuto titolo per l’assalto. I ragazzi ignorano quello che sta per arrivare, la festa sembra andare avanti tranquillamente. Alle 21 il proprietario cede. E’ l’ora in cui la celere si presenta di nuovo, «con aria minacciosa», tutta l’area è bloccata dalla polizia, «il questore ci minaccia che se non spegnamo entro 10 minuti sarebbero intervenuti, e noi gli abbiamo detto che gli accordi erano diversi» Ormai ci sono 2mila persone, fuori è buio, forse era meglio aspettare l’alba per poter evitare di creare disordini. «Se avessimo saputo le intenzioni della polizia ci saremmo organizzati in un modo diverso».
A un certo punto la musica viene spenta. La crew continua a cercare un accordo. Una folla di 1500 persone inizia a fare cori e urlare, «cerchiamo di riaccendere la musica a volume ridotto per calmare le acque, ma avremo spento da li a poco», continua a raccontare il report. «La polizia irrompe dentro il capannone, ci spegne l’impianto, chi chiude nel retro del sound, e inizia a manganellare qualsiasi cosa trovano davanti, ragazze, ragazzi, cani, persone indifese e anche i ragazzi che avevano la bancarella di crepes davanti al sound, usando pure lacrimogeni, nel mentre ci spaccano tutte le luci sull’americana, cercano di bucarci i coni delle casse con i manganelli, arrivano alla consolle dove c’erano i piatti e mixer ma non fanno in tempo a toccarlo perchè vengono messi in salvo da noi, ma riescono a rubare un macbook di uno dei noi senza che nessuno se ne accorgesse. In tutto questo frangente si accende una miccia che scatena l’inferno e si crea guerriglia tra persone e polizia dentro il capannone e in mezzo alla strada».
La ciurma smonta l’impianto, «usciamo in blocco dal posto e la polizia crea un muro, e ci ferma all’uscita, tenendoci un ora li fermi in strada, decide di scortarci in una questura li vicina, senza farci comunicare dove eravamo, e ci sequestra tutto l’impianto, anche a noleggio, denunciandoci». Un migliaio di persone gira a piedi per ore nella zona. Quattro gli arresti. Perfino un sindacato di polizia, il Siap, critica la decisione «assurda, da incompetenti», ma solo perché avrebbe mandato al macello i colleghi
.
«Dal nostro punto di vista non stavamo creando problemi a nessuno e si stava creando un’atmosfera molto positiva». Secondo gli organizzatori del rave, la polizia ha imposto di parcheggiare le macchine in strada. Lo scompiglio creato è stato il cavallo di Troia per intervenire, una volta entrati, questa è la denuncia della crew: «Hanno usato pura violenza, uccidendo un cane e ferendo altre persone bloccando la statale per tutta la notte».
«I giornalisti ora ci descrivono come criminali ma hanno creato loro il tafferuglio. Degli agenti sono stati feriti, è vero, ma non dicono cosa hanno fatto veramente prima. Abbiamo visto una ragazzina presa per i capelli, fatta strisciare a terra e presa a calci, ci hanno raccontato di gente chiusa in un angolo e presa a manganellate. Chiediamo solo il vostro supporto, che non venga nascosto nulla di quello che è accaduto, pura violazione dei diritti civili».
Fonte: http://teatridellaresistenza.wordpress.com


Non saprei come commentare. I Rave fanno guadagnare parecchi soldi agli organizzatori che lavorano in nero e gestiscono OGNI genere di commercio legato all'evento: Alcool, droghe e cibo. Poi si lamentano come se fossero dei benemeriti cittadini. Come se la polizia abbia cacciato persone oneste e dedite al proprio lavoro quotidiano. Poi quando un giovane muore? Andate voi in galera? La ragazza rischia la vita per colpa degli sbirri? E voi? Se non organizzavate il rave quella ragazza era in coma farmacologico oggi? 

AMSTERDAM STRANIERI e CANNABIS


Mentre nel resto del mondo si propinano programmi di legalizzazione della cannabis, la nazione più liberale in materia di cannabis passa alle restrizioni.
Lo scorso maggio e' entrata in vigore una legge che limita la vendita di cannabis ai residenti. La norma è una sorta di lotta contro il “turismo della droga”, dovra' essere applicata in tutto il Paese dall'inizio del 2013, ma la città di Amsterdam non ci stà. Infatti si calcola che sono circa mezzo milione i “turisti della droga” che visitano annualmente la capitale. Si calcola che l’entrata in vogore di questa legge costringerà alla chiusura una discreta percentuale dei 200 coffee-shop presenti ad Amsterdam.
Ad oggi il Sindaco di Amsterdam, Eberhard van der Laan, assicura che i turisti stranieri che visitano la sua citta' potranno accedere ai coffee-shop.
Van del Laan considera che le limitazioni potrebbero “far aumentare i furti e le violenze, e verrebbe meno il controllo sulla qualita' di questa droga”.
Nel dicembre 2001, il tribunale della Corte di Giustizia Ue, aveva dato ragione alla decisione dell'amministrazione comunale di Maastricht di vietare l'accesso ai coffee-shop ai non-residenti in Olanda, motivandola come deterrente per lotta contro il turismo della droga. La Corte di Lussemburgo si e' ugualmente pronunciata in una contesa tra un proprietario di questi coffee-shop di Maastricht e le autorita' del Comune che avevano ordinato di chiudere il locale perche' non aveva rispettato il divieto di ingresso per gli stranieri.
La depenalizzazione del consumo di cannabis in Olanda e' datata dal 1976. La legge in vigore penalizza il traffico, il possesso e la vendita di piu' di 30 grammi.

giovedì 1 novembre 2012

DIPENDENZA DA SESSO


Riporto questo articolo trovato sul web. Mi sembra di vivere in un mondo immaginario solo che una volta erano i bimbi a crearlo con le loro innoque e dolci fantasie. Ora abbiamo pseudo esperti che quotidianamente danno il meglio di sè dichiarando nuove patologie.
Ora anche il sesso è una malattia? Perché esiste chi desidera farlo frequentemente mettendo a rischio bla...bla... Immagino che, dai tempi di Adamo ed Eva c’è chi preferisce farlo più frequentemente di altri. Freud è stato fra i primi a dichiararlo ufficialmente fondando la psicanalisi. Si Sigmund il cocainomane! La psicanalisi basa le fondamente sugli studi effettuati da un cocainomane dichiarato.
Se continuiamo così chi va in bagno ad urinare tutti i giorni sarà affetto da Urinomania. Chi saluta una persona che non conosce bene deve prendere 3 pastiglie di immuno simpaticomania. Le cure? Lunghissime, anni ed anni di analisi con assunzione di psicofarmaci astrali e forse, dopo 10 anni avremo qualche timido miglioramento. Certi medici le sparano grosse ma a dirla tutta, chi ci crede è messo ancora peggio!

Ecco qui l’articolo:
La dipendenza da sesso è una vera e propria patologia che comporta un'insistente ricerca del piacere finalizzata allo sfogo di tensioni da stress, alla fuga da situazioni di ansia, dolori per la perdita di una persona amata, o dall'incapaità di gestire delle relazioni intime. E' una vera e propria malattia diffusa soprattutto negli Stati Uniti, e molto sottovalutata in Europa seppur presente, anche in Italia.

Nel nostro Paese, infatti, secondo la Dott.ssa Annalisa Pistuddi, psicoterapeuta dell'asl di Milano 2, che sta studiando la sexual addiction, almeno il 6% della popolazione è coinvolta in questo fenomeno. La percentuale è composta perlopiù da uomini tra i 26 e i 35 anni, single o da poco divorziati, disoccupati, e che hanno subito traumi, lutti, abbandoni, e soffrono anche di disturbi dell'umore.
Ciò che deve realmente allarmare, quindi, è la pericolosità della dipendenza di tipo sessuale. Annalisa Pistuddi, infatti sottolinea: «Quando si ha questo tipo di patologia, ci si mette in situazioni di rischio per sé e per gli altri. Il sesso e le sue fantasie permeano tutta la vita e la giornata, e non si riesce a controllarle. Non si considerano le conseguenze, proprio come avviene con l'abuso di sostanze».
Naturalmente, come per l'addiction da droga o alcool, esistono cliniche di riabilitazione anche per l'ossessione sessuale, ma le terapie hanno una durata molto lunga e il percorso necessita, come in tutti i profili di cura, di una forte volontà di cambiamento da parte del paziente.